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Domenica, 05/04/2020
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Direttore responsabile Franco Musso

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Agenda

Settimana 30 marzo – 5 aprile 2020

Al fine di ridurre la diffusione di COVID-19, il Parlamento europeo sta riducendo il numero di riunioni fisiche nelle sue sedi, senza compromettere il suo ruolo di controllo democratico e la possibilità di adottare le misure legislative necessarie per combattere il virus e sostenere cittadini, consumatori, imprese e servizi di emergenza.

La distanza sociale richiesta di 1,5 metri sarà rispettata in ogni momento all’interno del Parlamento europeo. Le attività parlamentari, come le riunioni delle commissioni e le sessioni plenarie previste dal calendario, saranno trasmesse via web e potranno essere seguite dai media senza la necessità di una presenza fisica nei locali del Parlamento. Gli eurodeputati, i commissari e i rappresentanti del Consiglio potranno partecipare a distanza.

Conferenza dei Presidenti. Il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, e i leader dei gruppi politici discuteranno delle attività del Parlamento per i prossimi giorni, in particolare delle procedure legislative e di bilancio collegate alla risposta dell'UE alla pandemia. (Giovedì)

Risposta dell'UE alla pandemia di COVID-19. I membri della commissione per il mercato interno discuteranno con il Commissario per il mercato interno, Thierry Breton, le misure europee per combattere la pandemia di COVID-19 e il modo in cui gli Stati membri cooperano tra loro. Durante il dibattito verrà affrontato il tema dei corridoi prioritari per garantire che i beni di prima necessità, come forniture mediche e alimenti, raggiungano coloro che ne hanno maggiormente bisogno, e quello dell'acquisto congiunto di materiale sanitario. (Giovedì)

Situazione dei rifugiati in Grecia. La commissione per le libertà civili valuterà la situazione alle frontiere esterne della Grecia con Notis Mitarachi, ministro greco per le migrazioni e l'asilo, Michalis Chrisochoidis, ministro greco per la protezione dei cittadini, Terezija Gras, segretario di stato croato per gli affari esteri ed europei, Margaritis Schinas, vicepresidente della Commissione europea responsabile della promozione dello stile di vita europeo, Ylva Johansson, Commissaria per gli affari interni, e i rappresentanti di Frontex e dell'Agenzia europea per i diritti fondamentali. (Giovedì)
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26/3/20
Sassoli al Consiglio europeo: di fronte all’emergenza Europarlamento fa la sua parte. Ci aspettiamo responsabilità anche da parte vostra

Estratti del discorso del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, al Consiglio europeo del 26 marzo

Durante il suo discorso al Consiglio europeo, il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha sottolineato la necessità di un piano globale e unitario per rilanciare l'economia europea dopo la pandemia del COVID-19.

Il Presidente Sassoli ha dichiarato:

“Siamo chiamati a scrivere oggi insieme il vero futuro dell’Europa, a seguito di una pandemia che sta sconvolgendo il pianeta. Dobbiamo dimostrare ai nostri cittadini che l’Unione Europea è la risposta a questa emergenza e alla crisi che ne conseguirà. Vi assicuro che il Parlamento europeo è più che mai in prima linea per garantire la sua funzione e l'esercizio del necessario controllo.

La prima risposta deve chiaramente essere di tipo sanitario, incoraggiando una solidarietà concreta. Sentiamo tutti il bisogno di passare dalla prudenza al coraggio e di mostrare la stessa determinazione di tutti coloro - medici, sanitari, volontari, lavoratori dei servizi essenziali - che sono in prima linea a salvare le vite dei nostri cittadini e a proteggere la nostra società.

C’è bisogno di leadership perché la sfida non terminerà con la fine dell’emergenza attuale. Abbiamo già visto sforzi importanti da parte delle istituzioni europee: il pacchetto varato dalla Commissione; la decisione di sospendere il patto di stabilità e di crescita; l’iniziativa importante della Banca Centrale europea di mettere in campo ogni sforzo per sostenere condizioni di finanziamento nell’area euro; lo sforzo importante della Commissione in difesa del mercato interno.

Adesso però dobbiamo concentrarci su strumenti nuovi, sapendo che a situazione straordinaria devono corrispondere risposte altrettanto straordinarie. Riteniamo che sia necessario lavorare a un meccanismo comune di debito, emesso da una istituzione europea, che ci consentirà di raccogliere fondi sul mercato alle stesse condizioni per tutti e di finanziare le politiche necessarie per rilanciare l'Unione dopo la pandemia.

Abbiamo giudicato positivamente il sostegno dato alla ricerca, ma ora sentiamo il bisogno di definire un governo europeo della ricerca. Come possiamo spiegare ai cittadini che - dopo la crisi della “Mucca pazza” - siamo molto più efficaci nel combattere le epidemie animali, di quelle che colpiscono le persone?

Il Parlamento europeo ha dato prova di grande partecipazione in condizioni di strema difficoltà. Oggi hanno votato 687 deputati per adottare le misure varate dalla Commissione europea. Il Parlamento resterà aperto e speriamo di avere presto misure necessarie da votare. Il momento è grave e il Parlamento non starà a guardare. Siamo pronti a collaborare e ci attendiamo che, anche da parte vostra, ci sia un esercizio di autentica responsabilità e vengano indicazioni chiare, concrete. Non c’è tempo per ulteriori rinvii.”
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20-03-2020

COVID-19: Bene proposta fondi per ricerca, UE sia meglio attrezzata in futuro


La Commissione europea propone un pacchetto finanziario significativo per lottare contro la pandemia

I deputati della Commissione Ricerca del Parlamento europeo considerano positive queste misure urgenti

Ma dobbiamo aumentare gli investimenti nella ricerca in modo da essere pronti per una prossima crisi

Le misure di risposta alle crisi dovrebbero essere combinate con un impegno a lungo termine nei programmi di ricerca dell'UE, affermano i deputati della commissione ricerca del PE.

"Apprezziamo le misure adottate dal commissario Gabriel e la messa in comune di quasi 140 milioni di euro per la ricerca contro il COVID 19. La Commissione è stata molto veloce nel lanciare una call straordinaria nel quadro del programma Horizon 2020 e nel coinvolgere le parti interessate al partenariato pubblico-privato nell'ambito dell'Iniziativa sui medicinali innovativi (IMI)", ha affermato il relatore di Horizon Europa Christian Ehler (PPE, DE).

"Ora dobbiamo iniziare ad anticipare possibili nuove crisi per essere meglio attrezzati in futuro. La ricerca ha chiaramente un ruolo importante da svolgere nell'affrontare le sfide globali. Questa è una ragione ulteriore per sostenere la nostra proposta di 120 miliardi di euro per Horizon Europa", ha aggiunto.

Un test per la nostra capacità di lavorare insieme

"La crisi sanitaria determinata dal COVID-19 sta concentrando tutte le attenzioni e le energie. La priorità assoluta è ora quella di arginare la diffusione del virus. Dietro le quinte, dei ricercatori si sforzano, in una situazione di massima urgenza, ad individuare un trattamento ed un vaccino. Lo straordinario tasso di contagio del virus dovrebbe renderci consapevoli del fatto che il nostro mondo interconnesso si è notevolmente ridotto e che un'azione comune e coordinata tra Stati è l'unico modo per affrontare questa crisi ", ha affermato ancora Ehler.

"Questa crisi è una prova della nostra capacità di lavorare insieme in una situazione di emergenza, rimanendo al tempo stesso fedeli ai nostri obiettivi a lungo termine", ha aggiunto.

"Al termine di questa crisi, dobbiamo immediatamente prepararci per la prossima. Ciò significa investire di più nella ricerca e garantire che programmi come Horizon Europa non diventino ostaggi di scontri tra Stati membri", ha concluso.

COVID-19: UE e industria per finanziare ulteriori ricerche attraverso l'iniziativa sui medicinali innovativi

L'Innovative Medicines Initiative (IMI), un partenariato pubblico-privato tra la Commissione europea e l'industria farmaceutica, ha lanciato oggi un invito rapido a presentare proposte di ricerca per sviluppare trattamenti e diagnosi in risposta all'epidemia di COVID-19. Fino a 45 milioni di euro di finanziamenti verranno da Horizon 2020, il programma di ricerca e innovazione dell'UE.

La presente call fa parte della risposta coordinata dell'UE alla minaccia del COVID-19 e integra i finanziamenti d’emergenza per la ricerca già mobilitati di recente nell'ambito di Horizon 2020. Qui puoi trovare ulteriori informazioni sull'IMI e, invece, sulle azioni di ricerca dell'UE sul COVID-19 cliccando qui (fonte Commissione europea).
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18-03-2020

Mascherine senza frontiere: mercato unico UE protegge la salute dei cittadini

La fornitura ininterrotta di beni di prima necessità e di attrezzature mediche vitali e protettive all'interno del mercato unico sarà fondamentale per affrontare la crisi del COVID-19.

La Presidente della commissione parlamentare per il mercato interno e la protezione dei consumatori, Petra De Sutter (Verdi/ALE, BE) e la Presidente della commissione parlamentare per i trasporti, Karima Delli (Verdi/ALE, FR), hanno accolto con favore la rapida decisione odierna dei ministri dei trasporti dell'UE di garantire delle rotte di approvvigionamento privilegiate per beni di prima necessità e di attrezzature mediche vitali, i “corridoi verdi”, come suggerito dai deputati e dalla Commissione. L'obiettivo delle nuove e urgenti misure COVID-19 è quello di proteggere la salute e di mantenere i beni e i servizi essenziali disponibili nel mercato interno dell'UE.

Petra De Sutter ha dichiarato: “Chiudere completamente le frontiere potrebbe sembrare il modo più sicuro per proteggere i nostri cittadini, ma tutti noi dipendiamo dalle importazioni da altri Stati membri per mantenere le nostre forniture ininterrotte. Garantire il trasporto, senza ostacoli, di beni essenziali come i generi alimentari e garantire una fornitura ininterrotta di attrezzature mediche vitali e protettive fa sì che questa crisi non si trasformi in una catastrofe. Dobbiamo renderci conto che, a causa della nostra interdipendenza economica, dipendiamo l'uno dall'altro anche per quanto riguarda la nostra salute pubblica".

“L'installazione dei cosiddetti "corridoi verdi" - soprattutto per le attrezzature mediche e di protezione – è qualcosa di estremamente importante per i prossimi giorni e le prossime settimane", ha poi aggiunto, riferendosi all'impegno assunto dal Consiglio europeo in merito alla fornitura di attrezzature mediche.

Karima Delli ha affermato che il passaggio delle frontiere e il coordinamento tra gli Stati membri saranno essenziali per superare questa crisi. "Dobbiamo trovare il modo di mantenere in funzione i nostri sistemi di trasporto e di ridurre le code per risparmiare tempo e denaro. Siamo pronti ad agire insieme e in fretta, sosteniamo gli autisti e l'intero settore dei trasporti che sta lavorando instancabilmente per mantenere il flusso delle merci durante questa crisi", ha aggiunto.

Ha poi concluso ricordando “il bisogno urgente di attuare misure che mettano fine ai voli fantasma. Le compagnie aeree devono ricevere garanzie sugli slot futuri. Questo è l'unico modo per prevenire i voli vuoti nell'UE".

Per ulteriori informazioni


Servizio di ricerca del PE: Cosa può fare l'UE per alleviare l'impatto della crisi del coronavirus? (EN)

COVID-19: La Commissione presenta le linee guida per le misure di frontiera, per proteggere la salute e mantenere disponibili beni e servizi essenziali (16.03.2020) (EN)

"Corridoi verdi", in particolare per dispositivi medici e di protezione, saranno garantiti all'interno del mercato unico©Tina7si/Adobe Stock
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16-03-2020
Sassoli: Ok Von der Leyen. Nessun governo adotti azioni unilaterali. Più forte coordinamento UE.

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli, a seguito delle ultime dichiarazioni della Commissione sul COVID-19

Dopo l’appello della Presidente della Commissione europea nessun governo assuma iniziative per limitare le forniture di materiale sanitario o adotti misure unilaterali per ridurre la libera circolazione nello spazio europeo. La battaglia è europea e dev’essere condotta con un forte coordinamento da parte degli organi dell’Unione. Solo così si potranno aiutare i cittadini europei ad affrontare questa sfida. Basta andare in ordine sparso.

Le sfide poste dalla diffusione del COVID-19, dimostrano quanto sia necessario garantire che i valori della cooperazione e della solidarietà siano al centro dell'azione europea. Dobbiamo impegnarci per proteggere la salute dei nostri cittadini e di tutti coloro che ne hanno bisogno. Dobbiamo garantire un'adeguata fornitura e produzione di attrezzature mediche a livello europeo. I tentativi unilaterali non saranno efficaci contro un virus che non conosce confini.

Nell'attuale crisi, è di vitale importanza che il nostro mercato interno e le nostre regole continuino a funzionare. Dobbiamo far in modo che le attrezzature mediche arrivino dove sono necessarie. Solidarietà, fiducia reciproca e cooperazione disinteressata sono principi che devono guidare le nostre azioni contro questa pandemia.

Per rendere più efficace il sistema Schengen è necessario un adeguato controllo alle frontiere esterne dell'UE, conformemente alle nostre norme e ai nostri obblighi internazionali. Tuttavia, la reintroduzione di controlli interni, quando non in linea con i dati forniti dalle autorità sanitarie, potrebbe provocare più danni che benefici. Imporre maggiori costi per l'intera Unione e impedire alle merci di arrivare dove necessarie. Dobbiamo garantire il corretto funzionamento dello spazio Schengen.

In questo momento, tutti insieme dobbiamo garantire il rispetto dei valori di fiducia reciproca, cooperazione e solidarietà. Questi sono i principi cardine al centro del nostro progetto europeo”.
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16-03-2020

Chiusura frontiere Schengen: commissione libertà civili chiede proporzionalità e coordinamento nell'UE

Dichiarazione del Presidente della commissione libertà civili, Juan Fernando López Aguilar (S&D, ES) sulla reintroduzione dei controlli di frontiera interni a Schengen.

"Negli ultimi giorni, diversi Stati membri dell'UE hanno reintrodotto i controlli alle loro frontiere interne, dentro l'area Schengen, o le hanno addirittura chiuse per alcune categorie di persone, mentre altri Stati membri stanno prendendo in considerazione tali misure.

In qualità di Presidente della commissione per le libertà civili, giustizia e affari interni del Parlamento europeo, pur condividendo pienamente la necessità di misure di politica pubblica che limitino l'interazione sociale per rallentare la diffusione del Coronavirus, esorto gli Stati membri ad adottare le loro misure nel pieno rispetto dei principi di proporzionalità e, soprattutto, di solidarietà tra gli Stati membri dell'UE, oltre che di non discriminazione e delle norme Schengen applicabili. È fondamentale che, nell'adottare tali misure, non vi sia alcuna discriminazione tra i cittadini dell'UE.

È solo attraverso un approccio coordinato, piuttosto che attraverso azioni intraprese dai singoli Stati membri, che riusciremo ad affrontare con successo la sfida che tutti abbiamo davanti.

La commissione per le libertà civili sta monitorando attentamente la situazione e si aspetta che la Commissione europea, la Presidenza del Consiglio UE e gli Stati membri proteggano tutti i benefici dell'area Schengen".

Contesto

Il regolamento (UE) 2016/399 relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen) prevede esplicitamente il rischio per la salute pubblica come motivo di rifiuto d'ingresso alla frontiera esterna dello spazio Schengen (titolo II), ma non prevede la possibilità di ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere interne per motivi di salute pubblica (titolo III).
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13-03-2020

Parlamento mobilitato per convogliare i fondi UE in favore delle persone colpite da Coronavirus

Tutte le misure per combattere il COVID-19 e i suoi effetti sono una priorità per il Parlamento in quanto colegislatore e autorità di bilancio


Commissione sviluppo regionale inizia a lavorare sulle misure proposte per sostenere le regioni e le comunità più colpite

La commissione sviluppo regionale è pronta a trovare il modo più efficiente possibile per consentire l'adozione e la rapida attuazione della ‘Corona Response Investment Initiative’.

Il Presidente della commissione per lo sviluppo regionale del PE, Younous Omarjee (GUE/NGL, FR) ha dichiarato: "L'Europa deve mostrare solidarietà in questo momento. La politica di coesione è intrinsecamente legata alla solidarietà e ora più che mai deve essere all'altezza della sfida, in modo che sia attuata nel modo più efficiente possibile. La commissione per lo sviluppo regionale farà tutto il possibile per garantire che i fondi siano a disposizione dove è più necessario".

Prossime tappe

La modifica delle regole di finanziamento dell'UE rientra nella procedura di codecisione, quindi sia il Parlamento che il Consiglio dovranno adottare l’atto. L'ufficio di presidenza e i coordinatori della commissione per lo sviluppo regionale discuteranno la procedura e annunceranno i prossimi passi da compiere il prima possibile. La commissione si adopererà per concludere l'esame della proposta il più rapidamente possibile.

L'adozione della proposta consentirà di convogliare i finanziamenti verso le aree e i settori interessati.

Contesto

Il 10 marzo, la Commissione europea ha annunciato che avrebbe lanciato una "Corona Response Investment Initiative" diretta ai sistemi sanitari, alle PMI, ai mercati del lavoro e ad altre parti vulnerabili delle economie degli Stati membri dell'UE. Il 13 marzo è stata pubblicata una proposta legislativa per modificare il regolamento sulle disposizioni comuni, il Fondo europeo di sviluppo regionale e i regolamenti del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.

La Commissione ha proposto di destinare 37 miliardi di euro nell'ambito della politica di coesione alla lotta contro la crisi del Coronavirus, rinunciando quest'anno all'obbligo di chiedere la restituzione dei prefinanziamenti per i fondi strutturali. Si tratta di circa 8 miliardi di euro del bilancio dell'UE, che gli Stati membri potranno utilizzare per integrare 29 miliardi di euro di fondi strutturali, per tutta l'UE. Inoltre, la Commissione ha proposto di estendere il campo di applicazione del Fondo di solidarietà dell'UE includendo anche la crisi della sanità pubblica, in vista di una eventuale mobilitazione per gli Stati membri più duramente colpiti.
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10-03-2020

Tornata LIBE

Confine greco-turco: no a pressioni dalla Turchia e regole comuni sull’asilo

L'UE deve aiutare la Grecia a gestire la frontiera con la Turchia, garantendo il diritto d'asilo a chi ne ha bisogno, hanno affermato martedì diversi deputati.

In un dibattito con il Commissario Johansson e la Presidenza croata del Consiglio, la maggioranza dei deputati ha criticato il Presidente turco Erdogan per aver utilizzato le sofferenze della gente per fini politici. Molti deputati hanno poi sottolineato che la crisi dei rifugiati del 2015 non dovrebbe ripetersi, ribadendo la necessità di un aggiornamento delle regole UE comuni in materia di asilo.

Alcuni leader dei gruppi politici hanno chiesto una revisione dell'accordo con la Turchia, concluso nel 2016 per arginare il flusso di migranti e richiedenti asilo in cambio dell'aiuto finanziario dell'UE. Altri hanno mostrato una profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione umanitaria sia al confine con la Turchia sia nelle isole greche, dove migliaia di richiedenti asilo, molti dei quali minori non accompagnati, sono bloccati.

La necessità di rispettare la Convenzione di Ginevra, di offrire protezione ai rifugiati, le accuse di violenza da parte della polizia contro le persone che tentano di attraversare il confine e il rischio che i jihadisti possano entrare nel territorio dell'UE sono stati gli altri punti sollevati durante il dibattito.

Per ulteriori informazioni

Sassoli: “Dobbiamo impegnarci per le migliaia di minori non accompagnati ai confini dell'Europa”

Materiale audiovisivo sull'incontro del Presidente Erdogan con la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel (9.03.2020)

Frontex - rapido intervento alle frontiere esterne della Grecia (2.03.2020) (EN)

Servizio di ricerca del PE: Le relazioni UE-Turchia alla luce del conflitto siriano e della crisi dei rifugiati (9.03.2020) (EN)

Servizio di ricerca del PE - Misure di emergenza in materia di migrazione: Articolo 78, paragrafo 3, del TFUE (6.03.2020) (EN)
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Tornata ENVI

Coronavirus: I deputati chiedono la solidarietà fra Paesi UE

Kit per test, maschere e macchine per la respirazione devono essere prodotti nell'UE e messi a disposizione di tutti gli Stati membri


Più fondi per la ricerca congiunta


Sostegno agli operatori sanitari che combattono il Coronavirus

Il Parlamento ha discusso martedì l'epidemia di COVID-19 con la Commissione e la Presidenza croata, sottolineando la necessità di rallentarne la diffusione in tutta Europa.


Stella Kyriakides, Commissario UE per la salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato che il COVID-19 è un'emergenza sanitaria che cambia di ora in ora. Gli Stati membri devono concentrarsi sul contenimento del virus per rallentarne la diffusione, in modo che i sistemi sanitari possano far fronte all’emergenza e che l'impatto sull'economia e sulla vita sociale sia il più limitato possibile.

Alcuni leader dei gruppi politici hanno espresso la loro vicinanza per le persone colpite dal virus e l’ammirazione per il personale sanitario al lavoro per curare le persone infette.

Molti deputati hanno sottolineato come sia necessaria la solidarietà dei Paesi UE, insieme a maggiori fondi per la ricerca sul virus. Il materiale medico necessario, come i kit per i test, le maschere e le macchine per la respirazione, dovrebbe essere prodotto all'interno dell'UE ed essere messo a disposizione di tutti gli Stati membri.

Alcuni deputati hanno affermato come sia necessario disporre di una valutazione comune europea del rischio, per garantire che le stesse misure vengano applicate nelle aree che presentano lo stesso livello di rischio. Altri deputati hanno inoltre richiesto regole comuni per l'ingresso nell'area Schengen.

Per ulteriori informazioni

Dibattito in Plenaria del 12 febbraio sul COVID-19

Valutazione del rischio da parte del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie sulla nuova situazione del coronavirus in Europa al 2 marzo (EN)

Pagina web del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie su COVID-19 (EN)

Studio del PE sull'impatto economico di epidemie e pandemie (EN)

Pagina web dell'Organizzazione Mondiale della Sanità su COVID-19

I deputati vogliono più fondi per la ricerca sul Coronavirus ©JHDT Productions/Adobe Stock
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Parlamento europeo
Ufficio di collegamento in Italia

10-03-2020

Tornata BUDG

Bilancio a lungo termine: meglio nessun accordo che un cattivo accordo


Deludente il fallimento del recente Vertice sul bilancio UE

Le attuali crisi sanitarie e migratorie dimostrano la necessità di un bilancio UE forte

La proposta fallimentare sul tavolo del Consiglio avrebbe reso l'UE "irrilevante"

I deputati deplorano che gli Stati membri non siano pronti a fornire all'UE le risorse necessarie per affrontare le sfide dell'Unione europea.

Nel valutare la conclusione del recente Consiglio europeo, con gli Stati membri non ancora in grado di concordare una posizione comune sul prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP 2021-2027), i deputati hanno affermato come sia "meglio nessun accordo che un cattivo accordo".

Hanno poi esortato la Commissione a presentare un piano di emergenza, in vista del ritardo che l’approvazione del prossimo bilancio a lungo termine dovrà inevitabilmente affrontare, per proteggere i beneficiari dei fondi UE, quali agricoltori, città, regioni, studenti, ricercatori, imprese e ONG.

Dopo che il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha riconosciuto in Plenaria il fallimento del Vertice sul bilancio del 20-21 febbraio, i deputati hanno criticato la proposta messa sul tavolo dagli Stati membri, poiché avrebbe reso l'UE "irrilevante".

Hanno definito la proposta "scandalosa", soprattutto alla luce dell'attuale crisi al confine greco e dell'emergenza COVID-19, in quanto Michel aveva proposto, tra l'altro, dei tagli ai programmi di migrazione e di ricerca.

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09-03-2020

Apertura - sessione plenaria di marzo I


Il Presidente Sassoli ha aperto la sessione plenaria di marzo I a Bruxelles, che si svolgerà nella giornata di martedì.

A seguito della decisione di giovedì scorso del Presidente del PE, David Sassoli, di tenere eccezionalmente la sessione plenaria di marzo a Bruxelles invece che a Strasburgo, come misura precauzionale contro la diffusione del Coronavirus, i leader dei gruppi politici hanno concordato oggi che l'ordine del giorno sarà limitato a un solo giorno, concentrando le attività parlamentari sulla discussione delle questioni più urgenti, senza votazioni.

In apertura, il Presidente Sassoli ha dichiarato: “Dobbiamo fare di tutto, fino a quando sarà possibile, per assicurare la continuità della funzione legislativa e di bilancio, le decisioni per lottare contro il COVID-19, per sostenere il lavoro e l´economia che sono duramente toccati in questo momento. Ma anche proseguire il nostro lavoro sul Green Deal, sull´immigrazione e sul Quadro Finanziario Pluriennale. Tutto questo ci impone di restare al nostro posto”.

“La nostra vicinanza va, in questo momento, a tutti i colleghi che si trovano nelle zone rosse e che non possono muoversi. Per coloro che non sono nelle stesse condizioni il mio invito è di seguire le raccomandazioni delle autorità e al tempo stesso considerare la possibilità, in questo momento, di rimanere a Bruxelles per ridurre al minimo gli spostamenti”.

Il Presidente ha concluso: “Dobbiamo onorare il mandato parlamentare e rendere omaggio a tutti coloro che in Europa e nel mondo svolgono il loro dovere quotidiano per contenere il diffondersi della malattia. Sono convinto che con responsabilità, ma anche orgoglio, saremo all’altezza di questa sfida”.

Modifiche all'ordine del giorno

La sessione di marzo I si terrà solo martedì 10 marzo.

Dalle 9 del mattino fino a mezzogiorno: dichiarazioni del Consiglio e della Commissione sull'epidemia di Coronavirus, situazione attuale e garanzia di una risposta europea coordinata alle incidenze sanitarie, economiche e sociali.

Dalle 15.00 alle 18.00: dichiarazioni del Consiglio e della Commissione sulle conclusioni del Consiglio europeo straordinario del 20 febbraio 2020 sul Quadro Finanziario Pluriennale.

In seguito, ci saranno le dichiarazioni del Consiglio e della Commissione sulla situazione migratoria alla frontiera greco-turca e la risposta comune dell'UE.
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Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli
“Ho ricevuto alle 18:00 di oggi un accurato rapporto da parte del Servizio Medico del Parlamento sulla evoluzione del COVID-19 che ci informa “che i rischi di salute sono considerati significativamente più alti nel caso in cui la sessione plenaria del Parlamento si svolga a Strasburgo”.

Sulla base di questo rapporto, per causa di forza maggiore, ho deciso che non vi sono le condizioni di sicurezza necessarie per il consueto trasferimento del Parlamento europeo a Strasburgo per la sessione plenaria.

Ho informato le autorità francesi, ringraziandole per la collaborazione intercorsa tra noi in questi giorni.

La sessione plenaria si terrà eccezionalmente a Bruxelles. Il Parlamento si impegna a riprogrammare una sessione plenaria a Strasburgo in conformità ai Trattati”.
7/3/20
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3 marzo 2020

Sassoli: "Dobbiamo impegnarci per le migliaia di minori non accompagnati ai confini dell'Europa"

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo dopo la visita al confine greco-turco

Oggi il presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha visitato il confine greco-turco con il Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel e il primo ministro croato Andrej Plenkovic, il cui paese detiene la presidenza di turno del Consiglio.

Dopo la visita, il Presidente Sassoli ha dichiarato:

“È importante che tutti e tre i presidenti delle istituzioni europee abbiano viaggiato insieme oggi per vedere la situazione al confine greco-turco. Vorrei ringraziare i cittadini greci per il loro sostegno e dedizione in questo momento. Chiediamo urgentemente alle autorità turche di rispettare l'accordo con l'Unione europea e restiamo aperti al dialogo.

“Ritornare a Bruxelles senza insistere per un vero cambiamento, significherebbe non aver capito ciò che abbiamo visto oggi. Dobbiamo impegnarci per le migliaia di minori non accompagnati che sono arrivati sulle coste dell'Europa. Abbiamo urgentemente bisogno di una strategia per proteggere loro e il loro futuro. I governi europei devono mostrare molta più generosità e solidarietà con i bambini in condizioni disperate di bisogno”.

“Ciò a cui stiamo assistendo al confine tra Grecia e Turchia mostra più che mai la necessità di una politica migratoria europea comune. Sono molto colpito dal fatto che molti governi europei continuino a ignorarlo. Per il Parlamento europeo, chi arriva in Grecia, in Italia, a Malta o in Spagna, arriva in Europa. Invito i leader europei a lavorare in modo costruttivo con noi affinché si trovi una soluzione per un’equa ridistribuzione delle persone bisognose. Questo è l’unico modo per essere all’altezza dei nostri valori e rendere l’Europa un leader globale nella difesa dei diritti umani”.
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13-02-2020

Diritti delle donne: denunciare il regresso della parità di genere

Approvate le priorità per la prossima Commissione dell’ONU sullo status delle donne


Chiesta un'azione forte contro tutte le misure che mettono a repentaglio i diritti delle donne

Il Parlamento ha definito, giovedì, le sue priorità per la 64° Commissione delle Nazioni Unite sullo status delle donne (UNCSW64), che si terrà a New York a marzo,

Nella risoluzione adottata con 463 voti favorevoli, 108 contrari e 50 astensioni, i deputati deplorano che molte delle sfide identificate 25 anni fa dalla Dichiarazione e dalla Piattaforma d'azione di Pechino siano ancora attuali.

Chiedono al Consiglio di garantire che l'UE assuma una posizione unitaria e intervenga con fermezza per “denunciare inequivocabilmente il regresso della parità di genere e le misure che compromettono i diritti, l'autonomia e l'emancipazione delle donne”.

Nella risoluzione sulle priorità per la sessione dell'UNCSW di marzo, i deputati chiedono delle misure che promuovano l’emancipazione economica e politica delle donne, in particolare:


una maggiore inclusione delle donne nel mercato del lavoro;


un miglior sostegno all'imprenditoria femminile;


colmare definitivamente il divario retributivo di genere (16%) e i divari pensionistici (37%);


un’equa ripartizione delle responsabilità domestiche e di assistenza tra donne e uomini;


promuovere l'istruzione delle ragazze e una maggiore partecipazione alle carriere STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica);


promuovere una rappresentanza equilibrata di genere a tutti i livelli del processo decisionale


sbloccare la direttiva sulle donne nei consigli di amministrazione in seno al Consiglio.

Inoltre, per rafforzare la protezione delle donne, l'UE dovrebbe:


completare con urgenza il processo di ratifica della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e lotta alla violenza contro le donne;


destinare risorse finanziarie e umane adeguate alla prevenzione e alla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e alla protezione delle vittime,


tutelare e promuovere i diritti dei gruppi che sono vittime di discriminazione, incluse le donne con disabilità, le donne nere e di colore, le donne migranti e le persone LGBTIQ.

Infine, a livello globale, l’UE dovrebbe:

promuovere l'inclusione di un capitolo specifico di genere in tutti i futuri accordi commerciali;


condannare fermamente la norma "global gag", che vieta alle organizzazioni internazionali di ricevere dagli Stati Uniti finanziamenti per la pianificazione familiare se offrono servizi per l'aborto;


sostenere i finanziamenti a favore della salute sessuale e riproduttiva, • promuovere una maggiore partecipazione delle donne nelle azioni per il clima e di costruzione della pace. Contesto La Dichiarazione di Pechino è la risoluzione adottata dall'ONU al termine della quarta Conferenza mondiale sulle donne del 15 settembre 1995 per definire una serie di principi sulla parità tra uomini e donne. La Piattaforma d'azione prevede azioni strategiche in diversi settori, quali economia, istruzione, salute, violenza e processi decisionali. Prossimi eventi del PE: “Il lungo cammino verso la parità tra i sessi: cosa resta da fare?” I giornalisti sono invitati ad un seminario che si terrà il 4 marzo a Bruxelles, dedicato al 25° anniversario della Dichiarazione di Pechino. Il giorno successivo, la commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere organizzerà un incontro con i parlamentari nazionali sul tema. Una delegazione della commissione per i diritti della donna parteciperà all'UNCSW64 a New York, dal 16 al 18 marzo. +++++++++++++

AGGIORNATO IL
05/04/2020 14:47:35

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